Valtellina Ecoenergy: un nuovo protocollo per la certificazione energetica e l’edilizia sostenibile in Regione Lombardia

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Da alcuni mesi è partita la promozione di un nuovo protocollo volontario  per la certificazione energetica degli edifici in Regione Lombardia: il Valtellina EcoEnergy (VEE).

Il protocollo nasce per volontà della Provincia di Sondrio e di una serie di enti del territorio valtellinese (in accordo con Regione Lombardia) con lo scopo di promuovere le attività di efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e la costruzione di nuovi fabbricati con elevate prestazioni energetiche. Allo stesso modo, il protocollo promuove anche degli aspetti relativi alla sostenibilità ambientale delle costruzioni premiando l’impiego di materiali locali e l’utilizzo di sistemi ad alta efficienza energetica per il riscaldamento/climatizzazione invernale e il raffrescamento/climatizzazione estiva.

Il protocollo è stato sviluppato nella sua versione finale da Politec Valtellina e Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco condividendo l’operato con gli Ordini e Collegi professionali del territorio della provincia di Sondrio ed ora è pronto per essere testato e migliorato a seguito dell’applicazione sui dei casi di progetto reali.

Entrando nel dettaglio, il protocollo è perfettamente coerente con quanto elaborato da Regione Lombardia (cfr. classificazione CENED – Finlombarda – http://www.cened.it/), ma amplia la graduatoria introducendo la classe energetica A++ (che vorrebbe già rappresentare un “Edificio ad energia quasi zero”) e definisce una serie di “livelli” per la riqualificazione del patrimonio esistente. Proprio quest’ultimi rappresentano oggi un ambito nel quale è fondamentale intervenire per permettere all’Italia (è in particolare le Regioni con climi più rigidi del nord) di ridurre drasticamente il consumo di combustibili per il riscaldamento delle abitazioni; non ha caso, la recente proroga delle detrazioni al 65% per tutto il 2014 in materia di risparmio energetico introdotta nella legge di stabilità cerca di stimolare la riqualificazione delle nostre case. Ma, tornando al protocollo VEE, si prevede il rilascio di una targa identificativa in presenza di costruzione di nuovi edifici almeno in classe B o con riqualificazione e conseguente riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento almeno pari al 25%. Infine si introduce un ulteriore classe di merito definita “EcoPlus” laddove gli edifici (nuovi o riqualificati) presentano anche delle caratteristiche di elevata qualità ambientale, ovvero adottano almeno alcuni dei seguenti aspetti: impiego di materiali locali (pietre e legno), utilizzo di biomassa per il riscaldamento e di sistemi per accumulo energia elettrica, presenza domotica e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, …

In conclusione, il protocollo Valtellina EcoEnergy ha senza dubbio degli scopi lodevoli e ricorda quanto già fatto in passato (e oggigiorno) dal ben più conosciuto protocollo CasaClima o dal più “giovane” ClimAbita. L’intento è quello di creare e mantenere un livello di qualificazione elevato che riguarda sia il progetto, sia il costruito oltre che sensibilizzare Committenti e Imprese che è necessaria una svolta nel modo di pensare e di fare delle nostre costruzioni. La Direttiva 2010/31/UE ci impone (fra non molto tempo) di costruire solo (nuovi) edifici a consumo di energia (quasi) zero, pertanto è fondamentale fin da subito cambiare il modo di pensare e far capire ai nostri Committenti che dopo essere stati nello spazio e sulla luna, oggi, dobbiamo ricominciare a progettare case per salvare la Terra.

Maggiori informazioni sul protocollo Valtellina Eco Energy si possono trovare sul sito ufficiale del progetto:

http://www.valtellinaecoenergy.it/

1 commento

  1. Stefano scrive:

    Un’inutile duplicazione di certificazione. Abbiamo il protocollo nazionale, quello regionale, CasaClima, PassiveHouse, Climabita, Leed e altri. Ora anche quello Valtellina. Risorse sprecate, si vuole certificare qualcosa con un nuovo protocollo che altro non è che una copia di altri già presenti da anni e ormai conosciuti e consolidati.
    Si dovrebbe semmai lavorare non tanto sul nome quanto sullo spirito, facendo capire realmente ai cittadini, dalla casalinga di Grosio (visto che siamo in Valtellina) all’ingegnere di Santa Caterina, l’importanza di avere una certificazione ben fatta, che faccia capire e renda consapevoli i proprietari presenti o futuri, quanto quella casa costerò in termini energetici.
    Invece duplichiamo i protocolli e permettiamo lo svilimento della professione di certificatore.
    Sarebbe stato meglio investire risorse per ad esemprio raccogliere dati climatici regionali più precisi di quelli attualmente disponibili, al fine di permettere simulazioni anche dinamiche del comportamento dell’edificio utilissime a capirne le condizioni di confort e di consumo.

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