Come isolare la casa contenendo i costi: l’insuflaggio

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Grazie alla proroga delle detrazioni fiscali, le opere di miglioramento dell’efficienza energetica stanno caratterizzando sempre più gli interventi di manutenzione straordinaria sul nostro territorio. Se da un lato i termini “cappotto” o “controsoffittatura”, o più semplicemente la sostituzione dei serramenti sono ormai noti e chiari sia dal punto di vista tecnologico che economico-realizzativo, ci sono alcune questioni ancora poco risolte, tra di esse spiccano l’isolamento della pavimentazione (spesso impossibile da eseguire per motivi puramente pratici) e la soletta della soffitta non isolata. Il presente articolo desidera descrivere un sistema di isolamento non molto conosciuto ma dai vantaggi economici-realizzativi importanti: l’insuflaggio di materiale isolante.

È doveroso precisare che tale tecnologia nasce per l’isolamento delle pareti esterne caratterizzate da un sistema costruttivo denominato “a cassa vuota”, piuttosto frequente in Italia sino all’ultimo decennio appena trascorso. Quindi è verosimile considerare il parco edilizio compreso tra gli anni ’60 – ’70 e ’80, decisamente un periodo di tempo caratterizzato da un alto numero di edifici. In sostanza tale sistema costruttivo è caratterizzato da due pareti in laterizio divise da circa 5-10 cm di aria. L’insuflaggio sfruttando tale spazio confinato, insufla materiale sfuso isolante quale: argilla espansa, vermiculite espansa, perlite espansa, granulato di sughero espanso, fibra di cellulosa in fiocchi, polistirene espanso in perle, in alcuni casi anche lana di roccia e di vetro. Tale tecnologia però non risolve i problemi dei ponti termici, aiuta si a migliorare la trasmittanza finale della parete, ma è necessario analizzare caso per caso e valutare se sia sufficiente prevedere degli accorgimenti tecnici come l’applicazione interna di risvolti isolanti, atti a ridurre il problema della formazione di condensa per ponte termico.

Un effetto indesiderato è il costipamento (dei materiali sfusi o fibrosi a bassa densità) che può inficiare nel tempo la uniformità dell’intercapedine isolante, generando non pochi problemi. Altro problema è raggiungere esattamente tutti gli spazi da ricoprire.

Perché la tecnica dell’insuflaggio può essere vantaggiosa? La pompa necessita fori di circa 40-80 mm, realizzabili all’interno dell’abitazione e facilmente richiudibili con stucco adeguato, le tempistiche di realizzazione si riducono molto, non si hanno problemi legati al meteo (aspetto importante se si pensa di posare un cappotto esterno) e non sono necessari ponteggi e opere edili complementari quali banchine e lattonerie.

Tornando alla questione soffitto, in molti casi la soffitta non abitabile è difficilmente accessibile per tanto risulta complicato stendere i classici materassini isolanti in lana di roccia o altro materiale, soprattutto se la struttura portante della copertura è in muricci e tavelloni. La tecnica dell’insuflaggio ci permette di riempire in maniera ottimale lo spazio dell’estradosso della soletta del soffitto ed a livello procedurale ci sono diverse modalità di esecuzione:

-         Spostare i coppi in corrispondenza del foro, iniettare e poi richiudere (sono rari questi casi, perché significa forare guaina e struttura sottostante.

-         Realizzare un foro sul fianco della soffitta morta in corrispondenza del passo dei muricci, questo sistema è decisamente più sicuro dal punto di vista dell’infiltrazioni d’acqua.

-         Forare il soffitto nelle stanze che vogliamo isolare, quest’ultima opzione può risultare vincente sia  per le possibile problematiche relative all’infiltrazione, che ad un isolamento mirato nei locali prescelti.

A conclusione si desidera porre l’attenzione su una considerazione importante, le perdite di calore attraverso la copertura si aggirano attorno al 45%, non poco quindi, ed a supporto di tale dato è sufficiente considerare l’isolamento del soffitto o della copertura come intervento migliorativo all’interno di una certificazione energetica di un edificio esistente per capire i reali vantaggi di tale operazione.

Fonte immagine: ecocellulosa.it

3 commenti

  1. L’articolo non fa altro che addentrarsi in una irrisoria, insignificante sistema per risolvere l’eclatante spreco energetico attualmente esistente in tutti i campi nel così detto mondo moderno

  2. L’articolo non fa altro che addentrarsi ad una minuscola particella rivolta a risolvere una montagna di spreco energetico in questo attuale sistema così detto moderno ed all’avanguardia che, se dovesse essere dettagliatamente analizzata, ci si renderebbe conto che di incongruenze, nello specifico campo energetico, sono da considerarsi una stupefacente mancanza di incapacità totale di analisi obiettiva dettata da essere stati condotti in una direttiva che ha distorto il creativo mondo italico a rincorrere la deliquenziale condotta di un nanerottolo pieno di soldi che non ha ha fatto altro che a pensare a se stesso.

  3. Francesco Lanati scrive:

    Buongiorno,

    perché non aggiungiamo “mai” i costi approssimativi….

    Saluti

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