Destinazione Italia: ecco le novità introdotte

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E’ legge il programma Destinazione ItaliaDopo l’ok delle Commissioni Industria e Finanze del Senato, che hanno convalidato senza modifiche tutte le decisioni della Camera, l’Aula ha approvato il ddl con 121 voti favorevoli e 91 contrari.

Questi, in sintesi, alcuni punti della legge.Requisiti dei certificatori energetici degli edifici
Con una serie di modifiche al Dpr 75/2013Regolamento sui requisiti professionali dei certificatori energetici degli edifici, aumentano le lauree e i diplomi con cui si può esercitare la professione di certificatore energetico senza frequentare alcun corso di formazione.Chi non possiede i requisiti per diventare certificatore energetico, dovrà invece frequentare un corso della durata minima di 80 ore.

APE nei contratti di compravendita e affitto
Le compravendite e gli affitti conclusi senza allegare l’APE, Attestato di prestazione energetica, sono validi ma, se l’attestato non viene consegnato entro 45 giorni, sono puniti con multe dai 3 mila ai 18 mila euro. Nelle locazioni di singole unità immobiliari, la multa oscilla tra i mille e i4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà.

La sanzione deve essere pagata da entrambe le parti in solido e in parti uguali. Il pagamento della multa non fa venire meno l’obbligo di presentare l’attestato. Tutti gli accertamenti delle violazioni sono condotti dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate.

Nei contratti di trasferimento degli immobili a titolo gratuito, dove chi riceve l’immobile non deve nè può effettuare una valutazione, non c’è nessun obbligo di allegare l’APE al contratto.

Fonte: Edilportale.com

Al via le nuove tassazioni sugli immobili per il 2014

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Gennaio 2014 verrà ricordato come uno dei mesi più ricchi di scadenze e di tasse da pagare per gli italiani, specialmente in riferimento alle nuove leggi introdotte dal governo Letta che, con le varie modifiche, hanno causato non pochi problemi a contribuenti e centri fiscali.

Tra i comparti maggiormente tassati dal fisco c’è quello immobiliare, con una serie di nuove imposte e di aumenti che complicano notevolmente la gestione economica delle famiglie italiane; in principio era l’ICI, poi è stata l’IMU e poi, quasi in contemporanea e con grande disordine, ci son state la mini-IMU e la nuova tassa IUC, in vigore dal 1 Gennaio 2014. Per non parlare poi dei rincari, con la tassa di registro che aumenta fino a raggiungere 200 euro e il ritorno delle imposte ipotecarie e catastali in forma fissa e non più proporzionale, che avranno un costo di 50 euro.

Chi si trova nelle condizioni di non poter far fronte al pagamento delle imposte e non vuole restare indietro per una questione di coscienza civile, è quindi costretto a chiedere un prestito a banche o a istituti di finanziamento, pagando poi in comode rate quanto dovuto. Per questo motivo oggigiorno sarebbe preferibile consultare il web e i vari portali dedicati ai prestiti online per trovare  la soluzione più adeguata alle proprie esigenze, a condizioni nettamente più favorevoli rispetto a quelle presenti in qualsiasi filiale bancaria sul territorio.

Richiedere e calcolare la rata del prestito online è garanzia di sicurezza e di affidabilità e, oltre che sul lato economico, si può ottenere un grande risparmio anche dal punto di vista del tempo speso per svolgere le pratiche burocratiche, che in internet vengono ovviamente effettuate tutte per via telematica senza lunghe e stressanti code in filiale. L’erogazione del capitale, una volta approvata la richiesta di finanziamento, è quasi immediata in modo da consentire il pagamento celere delle tasse, anche di quelle in scadenza.

Entrando nello specifico dell’argomento, per quanto riguarda la tassa sulla casa introdotta dal 1 Gennaio 2014, a parte il nome cambieranno anche tanti altri parametri rispetto all’IMU; innanzitutto si tratta di una legge composita, perché i presupposti impositivi su cui si basa sono principalmente due, il primo è lo stesso dell’IMU, ossia l’imposta municipale che si basa sul possesso dell’immobile e sul suo valore, il secondo invece è nuovo e si suddivide a sua volta in altre due imposte, la TASI che grava su colui che è in quel momento in possesso dell’immobile o che comunque figura come utilizzatore e che riguarda il contributo da versare per i servizi indivisibili, mentre il secondo, TARI, è a carico esclusivo dell’utilizzatore dell’immobile in questione. ed è quella che si può definire la tassa dei rifiuti, perché viene presentata come un contributo per finanziarne la raccolta e lo smaltimento.

Ovviamente, trattandosi di tasse che vanno a confluire nelle casse comunali, ciascun ente locale ha libero arbitrio sull’aliquota imponibile ed è pertanto necessario aspettare che il comune emani la deliberare per conoscere l’ammontare esatto della tassa da versare e le modalità del pagamento, compreso il numero di rate e la scadenza di ciascuna anche se in base alla legge di stabilità introdotta dal Governo, è possibile saldare in conto anche in un’unica soluzione entro il 16 Giugno 2014.

Davide Gallo

Multe fino a 18 mila euro per i contratti registrati senza APE

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Si riporta di seguito un articolo tratto da edilportale.com

È in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il DL Destinazione Italia, che introduce multe fino a 18 mila euro per le compravendite immobiliari senza Ape e rimodula gli incentivi alle energie rinnovabili.

Compravendite immobiliari senza APE
Nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione deve essere inserita una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).Una copia dell’APE deve essere allegata al contratto. In mancanza della dichiarazione, o nel caso in cui l’APE non venga allegato, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, di una multa che può variare dai 3 mila ai18 mila euro.Nelle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa oscilla tra i mille e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà (Leggi Tutto).

Incentivi alle fonti rinnovabili
Ai produttori di energia elettrica rinnovabile, sia eolica che fotovoltaica, sarà offerto un sistema incentivante alternativo, in grado di diluire nel tempo gli oneri sulla componente A3 della bolletta elettrica. In sostanza i produttori dovranno scegliere se continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo o optare per una diminuzione dell’incentivo, che durerà sette anni in più (Leggi Tutto).

Modifiche alla Riforma del Condominio
Il decreto chiarisce che il Fondo lavori può essere costituito gradualmente, in base al progressivo stato di avanzamento dei lavori. Le opere per il contenimento del consumo energetico non avranno più bisogno di essere approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio. Dal punto di vista della sicurezza, il decreto spiega che gli accertamenti dell’amministratore coinvolgono solo le parti comuni e non le proprietà individuali (Leggi Tutto).

Appalti
In caso di crisi aziendale o di concordato preventivo, la Stazione Appaltante può pagare direttamente i subappaltatori e i cottimisti. Si evita così che la mancanza di liquidità dell’impresa principale si ripercuota a cascata sulle altre coinvolte nei lavori (Leggi Tutto).

Agevolazioni per il riutilizzo di siti inquinati da bonificare
Per promuovere il riutilizzo produttivo dei siti inquinati da bonificare, la legge introduce facilitazioni procedurali e benefici fiscali per gli interessati a sottoscrivere gli accordi di programma.

Agevolazioni per le imprese
Per contrastare le crisi industriale, saranno attivati mutui a tasso zero. Le operazioni di credito a medio e lungo termine delle piccole e medie imprese saranno sottratte al trattamento fiscale ordinario e assoggettate al pagamento di un’imposta sostitutiva più bassa.

Alle Pmi che vogliono dotarsi di una connessione digitale veloce sarà riconosciuta una detrazione di imposta del 65% per un massimo di 20 mila euro. La norma punta inoltre sull’innovazione con un credito d’imposta sul 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo negli anni 2014-2016.

Devi acquistare casa? Ecco una piccola guida per scegliere il tuo mutuo a tasso fisso o variabile

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Tasso fisso o tasso variabile? Inutile star lì a mangiarsi la stessa con interrogativi a cui spesso, chi non è del mestiere, non è neanche in grado di rispondere da solo. Meglio andare a cercarsi le è informazioni lì dove queste sono disponibili, ovvero presso le banche. Certo questo imperativo non va interpretato alla lettera, perché altrimenti si dovrebbe considerare l’ipotesi di doversi consultare tutte le banche una per una, alla ricerca dell’offerta migliore.

Un’alternativa più veloce e conveniente c’è ed è quella di utilizzare i comparatori online che permettono di mettere a confronto diverse centinaia di proposte di mutuo in pochi secondi. Il loro funzionamento è molto semplice: bisogna fornire dati come il totale del finanziamento richiesto, il proprio stipendio netto mensile, il tipo di tasso preferito e l’arco temporale entro il quale si intende restituire la cifra richiesta. Se sei interessato a fare una prova con i comparatori online o semplicemente a conoscere da vicino il loro funzionamento consulta e confronta, ad esempio, le varie offerte nel sito www.mutuiatassifissi.ite scegli il mutuo a tasso fisso più conveniente; questo se preferisci la sicurezza della rata fissa e costante per tutta la durata del periodo di restituzione.

Se invece preferisci sfruttare a tuo favore le fluttuazioni del costo del denaro, allora è meglio scegliere un mutuo a tasso variabile che ad oggi offre un tasso di partenza che in alcuni casi è anche di 2 punti percentuali inferiore rispetto a quello a tasso fisso. Tradotto in soldoni questo si traduce in una rata mensile quasi del 20% più leggera con un tasso variabile rispetto a quella che invece dovremmo sostenere con un tasso fisso. Una via di mezzo? C’è, e si chiama tasso variabile con cap. In pratica, con questa formula il tasso di un mutuo a tasso variabile può aumentare nel tempo, di pari passo con l’aumento del costo del denaro deciso dalla BCE, ma non oltre una percentuale di cuscinetto, il cap, decisa in fase di sottoscrizione del mutuo.

Autore: Davide Gallo

Valtellina Ecoenergy: un nuovo protocollo per la certificazione energetica e l’edilizia sostenibile in Regione Lombardia

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Da alcuni mesi è partita la promozione di un nuovo protocollo volontario  per la certificazione energetica degli edifici in Regione Lombardia: il Valtellina EcoEnergy (VEE).

Il protocollo nasce per volontà della Provincia di Sondrio e di una serie di enti del territorio valtellinese (in accordo con Regione Lombardia) con lo scopo di promuovere le attività di efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente e la costruzione di nuovi fabbricati con elevate prestazioni energetiche. Allo stesso modo, il protocollo promuove anche degli aspetti relativi alla sostenibilità ambientale delle costruzioni premiando l’impiego di materiali locali e l’utilizzo di sistemi ad alta efficienza energetica per il riscaldamento/climatizzazione invernale e il raffrescamento/climatizzazione estiva.

Il protocollo è stato sviluppato nella sua versione finale da Politec Valtellina e Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco condividendo l’operato con gli Ordini e Collegi professionali del territorio della provincia di Sondrio ed ora è pronto per essere testato e migliorato a seguito dell’applicazione sui dei casi di progetto reali.

Entrando nel dettaglio, il protocollo è perfettamente coerente con quanto elaborato da Regione Lombardia (cfr. classificazione CENED – Finlombarda – http://www.cened.it/), ma amplia la graduatoria introducendo la classe energetica A++ (che vorrebbe già rappresentare un “Edificio ad energia quasi zero”) e definisce una serie di “livelli” per la riqualificazione del patrimonio esistente. Proprio quest’ultimi rappresentano oggi un ambito nel quale è fondamentale intervenire per permettere all’Italia (è in particolare le Regioni con climi più rigidi del nord) di ridurre drasticamente il consumo di combustibili per il riscaldamento delle abitazioni; non ha caso, la recente proroga delle detrazioni al 65% per tutto il 2014 in materia di risparmio energetico introdotta nella legge di stabilità cerca di stimolare la riqualificazione delle nostre case. Ma, tornando al protocollo VEE, si prevede il rilascio di una targa identificativa in presenza di costruzione di nuovi edifici almeno in classe B o con riqualificazione e conseguente riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento almeno pari al 25%. Infine si introduce un ulteriore classe di merito definita “EcoPlus” laddove gli edifici (nuovi o riqualificati) presentano anche delle caratteristiche di elevata qualità ambientale, ovvero adottano almeno alcuni dei seguenti aspetti: impiego di materiali locali (pietre e legno), utilizzo di biomassa per il riscaldamento e di sistemi per accumulo energia elettrica, presenza domotica e recupero acque meteoriche, isolamento acustico, …

In conclusione, il protocollo Valtellina EcoEnergy ha senza dubbio degli scopi lodevoli e ricorda quanto già fatto in passato (e oggigiorno) dal ben più conosciuto protocollo CasaClima o dal più “giovane” ClimAbita. L’intento è quello di creare e mantenere un livello di qualificazione elevato che riguarda sia il progetto, sia il costruito oltre che sensibilizzare Committenti e Imprese che è necessaria una svolta nel modo di pensare e di fare delle nostre costruzioni. La Direttiva 2010/31/UE ci impone (fra non molto tempo) di costruire solo (nuovi) edifici a consumo di energia (quasi) zero, pertanto è fondamentale fin da subito cambiare il modo di pensare e far capire ai nostri Committenti che dopo essere stati nello spazio e sulla luna, oggi, dobbiamo ricominciare a progettare case per salvare la Terra.

Maggiori informazioni sul protocollo Valtellina Eco Energy si possono trovare sul sito ufficiale del progetto:

http://www.valtellinaecoenergy.it/

Come isolare la casa contenendo i costi: l’insuflaggio

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Grazie alla proroga delle detrazioni fiscali, le opere di miglioramento dell’efficienza energetica stanno caratterizzando sempre più gli interventi di manutenzione straordinaria sul nostro territorio. Se da un lato i termini “cappotto” o “controsoffittatura”, o più semplicemente la sostituzione dei serramenti sono ormai noti e chiari sia dal punto di vista tecnologico che economico-realizzativo, ci sono alcune questioni ancora poco risolte, tra di esse spiccano l’isolamento della pavimentazione (spesso impossibile da eseguire per motivi puramente pratici) e la soletta della soffitta non isolata. Il presente articolo desidera descrivere un sistema di isolamento non molto conosciuto ma dai vantaggi economici-realizzativi importanti: l’insuflaggio di materiale isolante.

È doveroso precisare che tale tecnologia nasce per l’isolamento delle pareti esterne caratterizzate da un sistema costruttivo denominato “a cassa vuota”, piuttosto frequente in Italia sino all’ultimo decennio appena trascorso. Quindi è verosimile considerare il parco edilizio compreso tra gli anni ’60 – ’70 e ’80, decisamente un periodo di tempo caratterizzato da un alto numero di edifici. In sostanza tale sistema costruttivo è caratterizzato da due pareti in laterizio divise da circa 5-10 cm di aria. L’insuflaggio sfruttando tale spazio confinato, insufla materiale sfuso isolante quale: argilla espansa, vermiculite espansa, perlite espansa, granulato di sughero espanso, fibra di cellulosa in fiocchi, polistirene espanso in perle, in alcuni casi anche lana di roccia e di vetro. Tale tecnologia però non risolve i problemi dei ponti termici, aiuta si a migliorare la trasmittanza finale della parete, ma è necessario analizzare caso per caso e valutare se sia sufficiente prevedere degli accorgimenti tecnici come l’applicazione interna di risvolti isolanti, atti a ridurre il problema della formazione di condensa per ponte termico.

Un effetto indesiderato è il costipamento (dei materiali sfusi o fibrosi a bassa densità) che può inficiare nel tempo la uniformità dell’intercapedine isolante, generando non pochi problemi. Altro problema è raggiungere esattamente tutti gli spazi da ricoprire.

Perché la tecnica dell’insuflaggio può essere vantaggiosa? La pompa necessita fori di circa 40-80 mm, realizzabili all’interno dell’abitazione e facilmente richiudibili con stucco adeguato, le tempistiche di realizzazione si riducono molto, non si hanno problemi legati al meteo (aspetto importante se si pensa di posare un cappotto esterno) e non sono necessari ponteggi e opere edili complementari quali banchine e lattonerie.

Tornando alla questione soffitto, in molti casi la soffitta non abitabile è difficilmente accessibile per tanto risulta complicato stendere i classici materassini isolanti in lana di roccia o altro materiale, soprattutto se la struttura portante della copertura è in muricci e tavelloni. La tecnica dell’insuflaggio ci permette di riempire in maniera ottimale lo spazio dell’estradosso della soletta del soffitto ed a livello procedurale ci sono diverse modalità di esecuzione:

-         Spostare i coppi in corrispondenza del foro, iniettare e poi richiudere (sono rari questi casi, perché significa forare guaina e struttura sottostante.

-         Realizzare un foro sul fianco della soffitta morta in corrispondenza del passo dei muricci, questo sistema è decisamente più sicuro dal punto di vista dell’infiltrazioni d’acqua.

-         Forare il soffitto nelle stanze che vogliamo isolare, quest’ultima opzione può risultare vincente sia  per le possibile problematiche relative all’infiltrazione, che ad un isolamento mirato nei locali prescelti.

A conclusione si desidera porre l’attenzione su una considerazione importante, le perdite di calore attraverso la copertura si aggirano attorno al 45%, non poco quindi, ed a supporto di tale dato è sufficiente considerare l’isolamento del soffitto o della copertura come intervento migliorativo all’interno di una certificazione energetica di un edificio esistente per capire i reali vantaggi di tale operazione.

Fonte immagine: ecocellulosa.it

La biopiscina, per una casa sempre più green

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Il mondo dell’abitare rivolge la sua attenzione sempre più verso una maggiore sensibilità ambientale attraverso una efficace integrazione del costruito nel paesaggio naturale. Gli elementi che compongono da sempre un’architettura completa ed armoniosa non possono prescindere dal rapporto con elementi primari come la terra, la pietra e l’acqua. Al giorno d’oggi, la conoscenza delle tecniche costruttive e delle scienze biologiche, ci offre l’opportunità di realizzare dove desideriamo uno scenario del quale fa parte tutto ciò che ritroviamo in natura come prati, boschetti, ciottoli, corsi d’acqua e laghetti.

La biopiscina (o piscina biologica) nasce dall’esigenza di uno specchio d’acqua dove potersi immergere piacevolmente circondati da piante, fiori ed elementi rocciosi che ritroviamo spesso in natura. La bellezza di un’opera del genere ha i suoi costi e necessita di accorgimenti tecnici che la rendono sicura sotto tutti gli aspetti igienici. A seconda del tipo di piscina biologica che si vuole realizzare vanno adoperate tecniche ed accorgimenti diversi, che possiamo riassumere in:

-          zona di rigenerazione, ambito in cui avviene il processo di trasformazione dei composti azotati, derivanti dalla decomposizione delle piante morte che si trasformano in nutrimento per le altre piante. Questo fenomeno si produce naturalmente nei fiumi e laghi. Altra importante attività ai fini della rigenerazione dell’acqua è la competizione micro e macro biologica che contrasta la presenza di batteri patogeni.

-          zona di nuoto, che occupa quella porzione dello specchio d’acqua nella quale è possibile bagnarsi e che è complementare e collegata alla zona di rigenerazione.

-          piante e animali, la cui varietà può essere molto ampia e finalizzata all’estetica e funzionalità dell’ecosistema che si prevede di ottenere.

Le piscine assolutamente naturali non prevedono l’uso di alcuna tecnica di ricircolo dell’acqua tramite pompe e ha una porzione molto ampia di zona di rigenerazione rispetto alla zona di nuoto. La varietà di piante e animali presenti è maggiore che in altri tipi di biopiscine, essendo un sistema molto simile a quelli che si formano spontaneamente. La piscina naturale di questo tipo necessità però di una maggiore porzione di spazio, almeno 150 mq. se si desidera una certa stabilità e durata. I costi sono più bassi rispetto alle altre tipologie, ma occorre fare attenzione alla scelta delle piante per la rigenerazione.

Le piscine con poca o minima tecnologia sono abbastanza convenienti e funzionano bene a partire da una superficie di 100 mq. e prevedono l’uso di pompe che muovono nell’arco delle 24 ore il 20% del volume dell’acqua. La zona di rigenerazione occupa circa la metà dell’intera superficie ed è possibile introdurvi piccole specie di animali quali anfibi e piccoli crostacei. Più è grande la piscina è meglio funzionerà il suo equilibrio biologico già dopo poche settimane.

Le piscine con media tecnologia vengono scelte dal 75% degli interessati e vi si installa un tipo di pompa che muove nelle 24 ore l’intero volume d’acqua, mentre la superficie viene pulita e filtrata attraverso skimmer di vario tipo e canalette di sovrappieno. La zona di nuoto è di solito in un rapporto con la zona di rigenerazione di 3:2 e può essere utilizzata anche in modo intensivo, a patto di farsi una doccia prima di entrare in acqua. Questo genere di piscina biologica richiede molta cura delle piante. Il costo di un impianto del genere può variare all’incirca dai 200 ai 400 euro al mq.

Le piscine ad alta tecnologia sono il prodotto di un’evoluzione sviluppata negli ultimi anni e che richiede un ridotto spazio delle zone di rigenerazione, nelle quali si cerca di sostituire le piante con impianti di filtrazione avanzati e molto veloci. Le piante hanno uno scopo puramente estetico e pertanto vengono introdotte al solo scopo di creare l’ambiente naturale desiderato. I costi di questi impianti possono arrivare ai 600 euro al metro quadro. Questo genere di piscine ad alta tecnologia offre il massimo in termini di sicurezza igienica e di efficacia nella gestione, ma è anche a mio avviso più povero di quella sensazione di piacevole naturalezza che ritroveremmo in un vero laghetto naturale.

In conclusione potremmo dire che la realizzazione di uno specchio d’acqua di questo tipo è senz’altro frutto di un bilanciamento tra l’arte del paesaggio e la tecnologia, tra il piacere  che offre la natura e gli accorgimenti che permettono sicurezza igienica, durata dell’impianto ed efficacia nella sua gestione.

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Design e sostenibilità al Made Expo: le pavimentazioni

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Pochi giorni ci separano dal Made Expo, una delle fiere di settore più importanti, in programma a Milano dal 2 al 5 ottobre.
Tante le aziende presenti, che porteranno innovazione e prodotti per il prossimo anno. Tra le più innovatrici troviamo il Parchettificio Garbelotto, l’unica azienda italiana che utilizza un impianto di verniciatura a ciclo completo all’acqua.
Il processo di produzione quindi garantisce zero emissioni di sostanze nocive e un prodotto di qualità superiore.

Ecosostenibilità in questo caso fa rima con design: tra i diversi prodotti realizzati, l’azienda offre anche una linea di pavimentazione molto particolare, le Murrine di Creator, realizzate da mastri vetrai di Murano, totalmente personalizzabili.

Tra le diverse pavimentazioni previste, spiccano le Murrine di Creator, pavimentazioni realizzate in collaborazione con i mastri vetrai di Murano, da cui è possibile anche farsi realizzare dei modelli personalizzati.

Fiore all’occhiello dell’azienda sarà la partecipazione al modulo abitatito bioecologico, Smart Village, per cui curerà la pavimentazione.
Il modulo abitativo bioecologico verrà presentato in Fiera per poi esser portato nelle 18 tappe in tutta Italia nel corso del 2014.

Unire innovazione di prodotto, design e eco-sostenibilità non è mai semplice, ma la tendenza delle nostre aziende è proprio in questa direzione, per mantenere elevata la qualità ed essere competitivi su un mercato altamente concorrenziale.

 

 

Indagini sperimentali su strutture a carattere dinamico

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L’evoluzione della tecnologia delle strumentazioni e della possibilità di elaborazione numerica di grandi moli di dati in tempi ragionevoli permette oggi di condurre un numero sempre maggiore di tipologie di indagini sperimentali in situ su strutture, anche a “carattere dinamico”.

Tali indagini, inoltre, si rendono necessarie perché l’evoluzione del calcolo mediante modellazione ad elementi finiti permette di analizzare il comportamento strutturale in modo sempre più raffinato, pertanto un riscontro “sul campo” è sempre più necessario e utile ai fini della “validazione al vero” di ciò che i nostri modelli sempre più complessi ci dicono.

Fino a non molti anni fa le indagini maggiormente diffuse erano quelle a “carattere statico”, ovvero applicando “lentamente” un carico incrementale e misurando le conseguenti frecce; generalmente, si raggiungono dei valori di forza simili (o di poco superiori) a quelli previsti in condizioni d’esercizio, poi si procede con la fase di scarico. Tale operazione viene ripetuta per più cicli al fine di verificare che la struttura presenti un comportamento elastico lineare e che gli spostamenti residui (dopo il primo o secondo ciclo) siano pressoché nulli.

Oggi, le indagini a “carattere dinamico” si stanno diffondendo sempre più e permettono di valutare il comportamento vibrazionale di porzioni di struttura (e.g. solai, travi isolate) o di interi edifici. Sostanzialmente la prova consiste nell’applicare una forza impulsiva e misurare le accelerazioni conseguenti tramite degli accelerometri; la forza impulsiva può essere “di tipo naturale” (e.g. vento, sisma, traffico di cantiere o veicolare) o “di tipo antropico” (e.g. vibrodina). Determinate le accelerazioni, mediante delle elaborazioni numeriche è possibile valutare le prime frequenze proprie e le direzioni associate ai modi di vibrare.

Le indagini a carattere dinamico permettono, in maniera ancora più diffusa, di controllare la bontà delle valutazioni condotte in sede progettuale e sono un valido strumento di verifica a supporto del collaudo statico delle opere. Allo stesso modo, sono interessanti le valutazioni/misurazioni con l’obbiettivo di valutare gli aspetti di confort legati agli stati limite d’esercizio dove è importante garantire dei livelli di frequenza sufficientemente alti per evitare dei possibili fenomeni vibrazionali che possono essere percepiti in maniera negativa dagli utilizzatori degli ambienti. Un’interessante documento in merito a questi aspetti può essere scaricato dal seguente link: http://www.arcelormittal.com/sections/fileadmin/redaction/pdf/Brochures/25_Novembre_2008_Vibration_EN.pdf

Le novità sulla cedolare secca

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Prendiamo in considerazione ancora una volta l’argomento cedolare secca, già trattato in precedenza sulle pagine di questo blog.

Nuovo decreto e nuovo cambiamento, in questo caso a favore dei proprietari di immobili dati in locazione. Il 28 Agosto nel Decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di imposizione immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni” viene agevolata la cedolare secca- Come saprete la tassazione sui redditi da immobili può seguire due strade: la via classica che mette il reddito personale assieme al reddito da immobili con sgravi fiscali  Irpef e addizionali comunali e regionali. Oppure la cedolare secca che sostituisce l’irpef e le addizionali comunali e regionali oltre alle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione come anche la risoluzione e la proroga, però in misura fissa. Ad oggi la cedolare secca è pari al 21 % nei contratti di locazione classici (4+4), mentre nei contratti agevolati (3+2)  è stata ridotta al 15% anziché il 19%.

Ricordiamo che i contratti concordati o agevolati, relativi ad abitazioni situate nei comuni con carenze di disponibilità abitative o negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe.

La cosa molto vantaggiosa di questo abbassamento di imposta è che i vari proprietari di “seconde case” date in locazione possono già con il prossimo acconto previsto per fine novembre avere questa riduzione.

Questo piccolo passo potrebbe invogliare qualche investitore ad acquistare ancora degli immobili ad uso investimento poiché avranno un guadagno maggiore di ieri; in più noi agenti immobiliari possiamo spingere il cliente che opta per questa modalità di tassazione ad accettare anche un’offerta di locazione leggermente più bassa!!!

Per quanto riguarda la mia città, posso dire che le locazioni abitative non hanno subito diminuzioni, sia dal punto di vista dei canoni che dei numeri; ovviamente se una persona per svariati motivi si trova costretta a doversi spostare o ad uscire di casa, la cosa più semplice è l’affitto. I mass media ci aggiornano di continuo in merito alla diminuzione dei mutui e degli acquisti immobiliari. Dal mio punto di vista il governo dovrebbe far ripartire questo settore il prima possibile con delle agevolazioni concrete sia per l’acquirente che per i costruttori edili. Mi sembra però che non ci sia volontà o urgenza da parte del governo, finchè di fronte a queste problematiche veramente importanti passa davanti nell’ordine del giorno fare quattro nuovi senatori a vita!